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Nuove frontiere in radioterapia: con i sistemi ottici di posizionamento maggiori benefici per I malati oncologici

Standard innovativi nell’ospedale bresciano grazie al supporto della Fondazione Berlucchi

Brescia, 16 dicembre 2022. Anche una radioterapia tecnologicamente molto avanzata può giovarsi dell’integrazione con nuovi sistemi oggi disponibili, tra cui in particolare i sistemi ottici di posizionamento, che portano a importanti vantaggi soprattutto nel trattamento dei tumori meno ‘profondi’ come, ad esempio, quelli della mammella, degli arti, della testa o del collo. A Brescia, in Poliambulanza, dal 2011 al 2022 sono stati 8.778 i pazienti trattati, per un totale di 144.450 sedute di radioterapia. “La richiesta è in continuo aumento, soprattutto per la quota dei trattamenti definiti ‘complessi’, particolarmente selettivi, mediante tecniche stereotassiche o a modulazione di intensità. Il 20 -25% dei malati oncologici da sottoporre a queste procedure viene da altri ospedali del territorio. Siamo grati al supporto fornito dalla Fondazione Guido Berlucchi che ci consente di offrire un servizio sempre più all’avanguardia e ‘tagliato su misura’ per i malati” – sottolinea il Direttore Generale di Poliambulanza, Alessandro Triboldi.

“La radioterapia viene utilizzata per oltre il 50% dei malati di tumore in diverse fasi della loro storia clinica” – spiega il dott. Mario Bignardi, Direttore dell’Unità Operativa di Radioterapia Oncologica di Fondazione Poliambulanza. “Ora il nostro ospedale si arricchisce su entrambi gli acceleratori deisistemi ottici di posizionamento in grado di garantire diversi vantaggi in termini di qualità del trattamento, di efficienza e di comfort per il paziente. Con questa metodologia avviene una sorta di ‘riconoscimento’ della superficie del paziente: per intenderci, un lontano parente del riconoscimento facciale usato in altri campi come la telefonia” – prosegue il dott. Bignardi. “Il paziente viene illuminato da sorgenti di luce posizionate sul soffitto, un sistema di telecamere riconosce la superficie corporea del paziente e un software in tempo reale elabora il confronto tra l’immagine 3D del paziente e quella di riferimento. Sono almeno sei gli evidenti vantaggi di cui beneficerà il Centro di Radioterapia Guido Berlucchi, grazie ai sistemi ottici di posizionamento: maggiore accuratezza del trattamento radioterapico; monitoraggio, in tempo reale, del posizionamento e dei movimenti del paziente durante il trattamento; il controllo del movimento respiratorio mediante una metodica semplice e agevole per il malato; la possibilità, in casi selezionati, di evitare tatuaggi di centratura; la riduzione della durata media dei trattamenti giornalieri e, in certe neoplasie, anche della frequenza dei controlli radiografici, con conseguenti minori dosi di radiazioni non terapeutiche al di fuori del bersaglio” – conclude il dott. Bignardi.

Sabrina Smerrieri, responsabile Ufficio stampa

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Incontro pubblico a Gardone Riviera: grande interesse per la conferenza della psichiatra Sarah Viola moderata da Sabrina Smerrieri

Nella splendida Sala Wimmer dell’ Ex Casinò di Gardone Riviera oltre 200 persone hanno seguito l’evento dal titolo “Dipendenze e fatica di vivere” organizzato lo scorso 2 dicembre dal Comune di Gardone Riviera in collaborazione con ACAT (Associazione Club Alcologici del Territorio).
Un dibattito vivace tra la dott. Viola, esperta in dipendenze e volto televisivo di Rai 2, pubblico, educatori e rappresentanti di comunita’ di recupero. Per affrontare aspetti delle nuove e ‘vecchie’ dipendenze

L’impegno delle istituzioni e delle associazioni di volontariato si rinnova nel 2023 per la lotta alla dipendenza da droghe diffuse come eroina e cocaina ma anche da nuove sostanze che sempre più spesso compaiono sui mercati illeciti, anche on line. Il fenomeno si è acuito durante la pandemia e ha provocato una impennata di richieste via web, difficilmente controllabili. Nuove dipendenze, droghe sintetiche sempre più pericolose, consumate prevalentemente da giovani, oltre all’abuso più tradizionale di alcol, spingono molte persone a chiedere aiuto. Qualche richiesta arriva ora anche da parte di persone con dipendenza dal gioco. E ACAT accoglie le famiglie con problemi nelle sedi territoriali per ascoltare e cercare di portare alla consapevolezza chi cerca in tutti i modi di negare il problema. Il metodo seguito dai gruppi ACAT sul territorio è quello voluto dal fondatore dei club alcologici, il professor Vladimir Hudolin, psichiatra e direttore della clinica universitaria di psichiatria, neurologia, alcologia ed altre dipendenze di Zagabria. Consulente dell’OMS dedicò buona parte della sua attività allo studio dei problemi legati all’uso di alcol ed altre sostanze. “Nei primi anni 50 trascorse un periodo in Gran Bretagna e Svezia: in quegli anni, partecipò al movimento definito “open door policy in psychiatry” insieme allo psichiatra italiano Franco Basaglia (ispiratore della legge180), con cui inizia una proficua collaborazione e amicizia.” spiega la giornalista scientifica Sabrina Smerrieri, che ha condotto la serata – Nel 1964 istituisce a Zagabria i primi ”Gruppi Terapeutici” per gli alcolisti e le loro famiglie al di fuori dell’ambiente ospedaliero, sul territorio di appartenenza. L’esperienza fu talmente positiva che il suo metodo venne esportato anche in Italia. Nel 1979 apri i battenti il primo Club a Trieste.”

“Il lavoro delle associazioni sul territorio è prezioso – ha sottolineato la psichiatra Sarah Viola – incontrano famiglie che vivono disagi legati all’alcol e/o a stili di vita rischiosi come il tabagismo, l’uso di sostanze, il gioco d’azzardo e la dipendenza da tecnologia digitale, oltre alle difficoltà familiari e sociali del nostro tempo, molto acuite dai periodi di lockdown – Per questo è necessario stabilire una relazione di qualità con le persone per superare la fatica di vivere, divenuta insopportabile specialmente tra gli adolescenti, che sempre più spesso si chiudono in atteggiamenti aggressivi, che vanno dal consumo di sostanze alle baby gang. Tutti devono fare uno sforzo, familiari, psicoterapeuti, gruppi di ascolto per fare squadra, essere gruppo, creare nelle persone senso di appartenenza, facendole sentire accettate. E’ la strategia vincente per aiutare le famiglie travolte da problemi enormi come le dipendenze o l’anoressia.”

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Sala Wimmer, Gardone Riviera – Psichiatria e dipendenze

Acne giovanile

acne giovanile

Certamente il problema clinico più frequente in età adolescenziale, viene affrontato troppo spesso con trattamenti inadeguati di valenza puramente cosmetica, senza una opportuna valutazione e comprensione dei meccanismi fisiopatologici, che ne sono alla base e che oggi sono ben conosciuti sul piano scientifico, a livello molecolare.

acne giovanile 2


I quadri clinici vanno studiati con attenzione sul piano locale e sistemico (endocrinologico); le cure vanno somministrate tenendo conto delle probabili evoluzioni della clinica, per prevenire le forme più gravi ad evoluzione cicatriziale.

Alopecia areata

alopecia areata

E’ frequente il suo esordio in età pediatrica; richiede una diagnosi precisa, tempestiva e un inquadramento generale completo.

Ritenuta con abbondanza di documentazioni scientifiche una malattia su base autoimmune, va curata con pazienza, utilizzando le terapie a disposizione con costanza, adattandole alle situazioni evolutive.

Sulla base delle ricerche scientifiche nuove cure si stanno prospettando, con importanti risultati.

Dermatologia pediatrica

Dermatite/Eczema Atopico

La diagnosi in generale non è difficile; ricercare con indagini mirate le cause (allergiche e non allergiche, difetti intrinseci o acquisiti della barriera cutanea, microflora cutanea e intestinale: il microbiota), eliminarle/ridurle per prevenire le recidive è il compito principale del clinico, assieme all’impostazione terapeutica, che va modulata secondo la fase clinica, sulla base di linee guida internazionali riconosciute.
La collaborazione con la famiglia è indispensabile, anche per migliorare la Qualità di Vita; l’interazione con il pediatra è fondamentale per contrastare altre malattie atopiche (asma, rino-congiuntivite), infezioni da immunodeficienze locali e sistemiche, che complicano la malattia.

In età adolescenziale la concomitanza di dermatiti allergiche da contatto richiede una attenta valutazione specifica della situazione.

dermatite atopica 1 2

Psoriasi

Malattia spesso non diagnostica in età pediatrica e confusa con altre malattie infiammatorie.
Va opportunamente valutata anche sul piano generale per fornire indicazioni terapeutiche complete, derivate dalla valutazione critica di linee guida/raccomandazioni internazionali.

I progressi delle conoscenze scientifiche sui meccanismi molecolari della psoriasi hanno permesso un sostanziale miglioramento delle cure, sia per i principi attivi, sia per le formulazioni anche per le localizzazioni particolarmente fastidiose; la fototerapia rappresenta uno strumento di grande utilità e la terapia sistemica con i farmaci biologici permette di raggiungere ottimi risultati nei casi resistenti alle terapie locali.

Psoriasi

Infezioni cutaneo-mucose

Le infezioni virali, batteriche, micotiche e parassitarie sono frequenti in età pediatrica; richiedono diagnosi tempestive clinico-laboratoristiche di certezza, adeguata valutazione delle condizioni delle difese immunitarie per una opportuna impostazione terapeutica, soprattutto nei casi recidivanti.

Infezione mucose 2

Acne giovanile

acne giovanile 2

Certamente il problema clinico più frequente in età adolescenziale, viene affrontato troppo spesso con trattamenti inadeguati di valenza puramente cosmetica, senza una opportuna valutazione e comprensione dei meccanismi fisiopatologici, che ne sono alla base e che oggi sono ben conosciuti sul piano scientifico, a livello molecolare.
I quadri clinici vanno studiati con attenzione sul piano locale e sistemico (endocrinologico); le cure vanno somministrate tenendo conto delle probabili evoluzioni della clinica, per prevenire le forme più gravi ad evoluzione cicatriziale.

Alopecia areata

alopecia areata 2

E’ frequente il suo esordio in età pediatrica; richiede una diagnosi precisa, tempestiva e un inquadramento generale completo.
Ritenuta con abbondanza di documentazioni scientifiche una malattia su base autoimmune, va curata con pazienza, utilizzando le terapie a disposizione con costanza, adattandole alle situazioni evolutive.
Sulla base delle ricerche scientifiche nuove cure si stanno prospettando, con importanti risultati.

Dermatite Eczema Atopico

dermatite atopica 1

La diagnosi per la Dermatite o Eczema Atopico in età pediatrica in generale non è difficile.

Le cause

Occorre ricercare con indagini mirate le cause allergiche e non allergiche, difetti intrinseci o acquisiti della barriera cutanea, microflora cutanea e intestinale: il microbiota.

Le soluzioni

Eliminare o ridurre le cause per prevenire le recidive è il compito principale del clinico, assieme all’impostazione terapeutica, che va modulata secondo la fase clinica, sulla base di linee guida internazionali riconosciute.

La collaborazione con la famiglia è indispensabile, anche per migliorare la Qualità di Vita; l’interazione con il pediatra è fondamentale per contrastare altre malattie atopiche (asma, rino-congiuntivite), infezioni da immunodeficienze locali e sistemiche, che complicano la malattia.

In età adolescenziale la concomitanza di dermatiti allergiche da contatto richiede una attenta valutazione specifica della situazione.

Psoriasi

Psoriasi 1

La Psoriasi è una malattia spesso non diagnostica in età pediatrica e confusa con altre malattie infiammatorie.
Va opportunamente valutata anche sul piano generale per fornire indicazioni terapeutiche complete, derivate dalla valutazione critica di linee guida/raccomandazioni internazionali.

I progressi delle conoscenze scientifiche sui meccanismi molecolari della psoriasi hanno permesso un sostanziale miglioramento delle cure, sia per i principi attivi, sia per le formulazioni anche per le localizzazioni particolarmente fastidiose.

Le soluzioni

La fototerapia rappresenta uno strumento di grande utilità e la terapia sistemica con i farmaci biologici permette di raggiungere ottimi risultati nei casi resistenti alle terapie locali.

fototerapia pediatrica

Malattie autoimmuni cutanee

Malattie autoimmuni cutanee

La cute è uno dei tessuti colpiti più frequentemente da processi infiammatori su base autoimmune.

Le malattie autoimmuni cutanee

Le malattie autoimmuni cutanee sono numerose: le Connettiviti (il Lupus Eritematoso, la Dermatomiosite, la Sclerodermia, lo Scleredema, la Policondrite ricorrente) e i loro sottotipi, le Malattie Bollose (Pemfigo, Pemfigoidi con le loro varianti) e la Dermatite Erpetiforme.

Meccanismi autoimmunitari si riconoscono di importanza primaria nella patogenesi di numerosi tipi di Vasculiti, della Psoriasi e di alcuni varianti di Orticaria.

La cute può essere l’unico organo colpito oppure il processo autoimmune può coinvolgere altri organi, come nelle Connettiviti e Vasculiti o interessare altre mucose (come nelle Malattie Bollose) oppure altri tessuti (come nella Psoriasi).

Questi aspetti richiedono una interazione con altri specialisti, per inquadrare e seguire accuratamente la malattia.

Connettiviti

Il dermatologo ha un ruolo primario nelle forme cliniche in cui la malattia si manifesta esclusivamente a livello cutaneo. Di esse discuteremo in articoli successivi.